RM e una nuova idea di mediazione artistica

Intervista a Claudia Leone
Il rapporto d’elezione tra RM, leader dei BTS, e il mondo dell’arte contemporanea lo ha reso figura fondamentale all’interno del dibattito culturale internazionale; non soltanto come collezionista e appassionato visitatore di musei, ma come autentico ponte tra linguaggi, sensibilità e geografie differenti. Attraverso le sue condivisioni e il costante dialogo con artisti e istituzioni, Kim Namjoon ha contribuito a rendere l’arte più accessibile, trasformandola in uno spazio di riflessione quotidiana e non più in un territorio percepito come distante o elitario.
In questo contesto si inserisce il lavoro di ricerca e divulgazione di Claudia Leone e del suo spazio IG arts.withnamjoon, che indaga e divulga la figura di RM abbracciando il concetto che l’arte possa diventare uno strumento di dialogo, partecipazione e consapevolezza collettiva.
L’attesa per la mostra dedicata alla collezione di Kim Namjoon (RMxSFMOMA) apre, inoltre, nuove prospettive interpretative: non solo un’esposizione di opere, ma un possibile racconto curatoriale capace di mettere in relazione Oriente e Occidente, identità personali e visioni universali. In questo dialogo emerge una domanda centrale: può l’arte diventare un linguaggio condiviso in grado di unire persone provenienti da contesti culturali differenti? La storia raccontata nella nostra intervista non lascia dubbi sulla risposta.
Ci racconti la genesi della pagina che dedichi all’arte promossa da RM?
Tutto è iniziato qualche anno fa, durante il mio percorso di laurea triennale in economia, affiancato fin da subito ad un forte interesse per l’arte e la cultura, fino a dedicare la mia tesi al tema del turismo culturale. Avevo maturato la convinzione che la mia missione fosse creare un contatto autentico tra le persone e il contesto culturale, mostrando loro che la cultura non è qualcosa di elitario o distante. Da quel momento ho deciso di approfondire sempre di più questi temi, proseguendo gli studi e concentrandomi proprio su quel ramo dell’economia che si occupa specificamente di cultura.
Partendo da queste premesse, ho sviluppato una ricerca nella quale analizzavo una specifica strategia culturale partendo dalla figura di RM, leader dei BTS. Tuttavia, in un primo momento il progetto è stato considerato troppo sperimentale e poco applicabile al contesto culturale; per questo ho scelto di renderlo ancora più concreto, avviando un sondaggio diretto e chiedendo ai suoi fan quale fosse il suo impatto da questo punto di vista. Le risposte sono state estremamente positive, perché molte persone si sentono realmente motivate ad avvicinarsi all’arte e alla cultura grazie a lui.
Terminato il master, ho poi deciso di creare uno spazio personale in cui condividere le mie ricerche. Inoltre, lavorando come mediatrice culturale per un’importante realtà museale, ho modo di osservare da vicino le reazioni delle persone al cospetto delle opere d’arte. Quando possibile cerco di fare lo stesso anche attraverso la mia pagina, invitando chi mi segue ad allenare lo sguardo e a osservare l’arte con occhi diversi: un esercizio continuo che richiede attenzione e sensibilità. Attraverso la figura di Namjoon riesco così ad esprimere non solo un punto di vista personale, ma anche a trasmettere ai lettori ciò che provo ogni volta che cita un’opera, spingendomi a chiedermi chi siano certi artisti e cosa desiderino comunicare attraverso il loro lavoro.
Qual è il tuo rapporto personale con l’arte contemporanea?
Penso che l’arte contemporanea, così come la sua fruizione, benefici profondamente della presenza di un mediatore. Per questo ho deciso di rendere pubblico il mio profilo, condividendo le ricerche sulle mostre visitate da Namjoon, ma introducendo gradualmente anche contenuti differenti, capaci di raccontare qualcosa di più personale. Non solo approfondimenti, quindi, ma anche riflessioni che possano offrire uno sguardo più ampio sull’arte, andando oltre ciò che è strettamente legato a lui e cercando di aiutare le persone a guardare le opere da prospettive nuove.
Cosa ti aspetti dalla futura mostra monografica dedicata alla sua collezione personale?
Da grande conoscitore dell’arte coreana, quale è, credo che abbia scelto di compiere un passo ulteriore. Parla spesso della connessione tra Est e Ovest, un tema fondamentale perché dimostra come il suo interesse non sia limitato esclusivamente all’arte coreana, ma si estenda a una dimensione globale, da autentico mecenate contemporaneo. Credo che questo dialogo tra Oriente e Occidente possa aiutarci anche a comprendere meglio l’arte coreana, ancora poco conosciuta in Occidente. Attraverso le parole di RM emerge sempre l’idea che siamo tutti sotto lo stesso cielo; per questo credo che l’analisi della collezione sarà estremamente interessante. Sicuramente le opere più importanti non sono ancora state rese note e, anche da un punto di vista curatoriale, immagino che verrà costruita una narrazione profonda, ricca di significati da interpretare.
Ho sognato di creare uno spazio che trascendesse Oriente e Occidente, moderno e contemporaneo, aggiungendo opere di maestri occidentali che amo, considero significative, senza tempo e contemporanee.
Credo che le opere provenienti dalla Corea — soprattutto quelle realizzate tra gli anni Cinquanta e Ottanta — abbiano ancora molto da offrirci oggi. In particolare, è importante il loro atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro.
Dipinsero con lo spirito di chi voleva trascendere la propria condizione di artisti provenienti da un Paese colonizzato e impoverito. Quanti artisti, come Van Gogh, sono stati riconosciuti soltanto dopo la morte, oppure non sono mai stati scoperti e sono svaniti nell’oblio?
Ho voluto dare loro visibilità e restituire dignità al santuario che ho creato. E credo che dovremmo vivere la nostra vita con questa attitudine.
— RM
Recentemente, l’SFMOMA ha condiviso questo messaggio introduttivo, scritto da RM. Quali sono state le tue prime impressioni?
È un concetto meraviglioso: come se volesse creare un dialogo diretto tra lui e noi, eliminando la distanza tra artista e pubblico, mettendoci sullo stesso piano e condividendo parte della sua storia personale. Ha già lasciato intendere che il suo intento principale è quello di dare vita a un dialogo intellettuale e mentale, attraverso una connessione che nascerà da questo gesto così potente anche sul piano spirituale, quasi a permetterci di entrare nel suo santuario interiore.
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RM, leader del gruppo BTS, è oggi una delle figure più influenti nel dialogo tra musica e arte contemporanea. Nato a Ilsan nel 1994, Kim Namjoon ha costruito nel tempo un’identità culturale che supera i confini del K-pop, distinguendosi come collezionista, promotore e divulgatore artistico. Attraverso i suoi viaggi, le visite museali e le condivisioni pubbliche, RM ha contribuito ad avvicinare milioni di persone al mondo dell’arte, trasformando la fruizione culturale in un’esperienza accessibile e quotidiana.
Il suo interesse si concentra soprattutto sull’arte contemporanea coreana e internazionale, con particolare attenzione a figure come Yun Hyong-keun, Park Soo-keun e Roni Horn. RM sostiene una visione dell’arte come spazio di riflessione interiore, memoria e connessione emotiva. Le sue scelte collezionistiche privilegiano opere essenziali, caratterizzate da equilibrio cromatico e profondità simbolica.
Claudia Leone è una mediatrice e divulgatrice culturale catanese, attualmente di base a Milano. Con una formazione universitaria mista che unisce l’economia aziendale alla gestione del patrimonio culturale (con specializzazione in museologia), ha studiato in giro per l’Italia e per l’Europa. Questo percorso vasto l’ha portata a specializzarsi in audience development ed engagement, focalizzandosi sullo sviluppo di strategie per rendere l’arte accessibile a tutti e rimettere i visitatori al centro dell’esperienza culturale. È la mente dietro al progetto @arts.withnamjoon, uno spazio nato proprio per contrastare il disinteresse verso il patrimonio artistico e avvicinare le nuove generazioni, usando come chiave di lettura e ponte culturale la passione per l’arte di RM dei BTS. Crede fermamente che la cultura debba smettere di abitare musei deserti per tornare a parlare alle persone.
Emanuela Borgatta

EN
Under the same sky – RM and a New Idea of Artistic Mediation
An Interview with Claudia Leone
The special relationship between RM, leader of BTS, and the world of contemporary art has made him a key figure in the international cultural debate—not only as a collector and passionate museum visitor, but also as a genuine bridge between different languages, sensibilities, and geographies. Through his public sharing and constant dialogue with artists and institutions, Kim Namjoon has helped make art more accessible, transforming it into a space for everyday reflection rather than a realm perceived as distant or elitist.
Within this context lies the research and outreach work of Claudia Leone and her Instagram space arts.withnamjoon, which explores and promotes RM’s role while embracing the idea that art can become a tool for dialogue, participation, and collective awareness.
The anticipation surrounding the exhibition dedicated to Kim Namjoon’s collection (https://www.sfmoma.org/exhibition/rm-x-sfmoma/) also opens up new interpretative perspectives: not merely an exhibition of artworks, but a possible curatorial narrative capable of connecting East and West, personal identities and universal visions. At the heart of this dialogue emerges a central question: can art become a shared language capable of bringing together people from different cultural backgrounds? The story told in our interview leaves little doubt about the answer.
Can you tell us about the origins of the page you dedicate to the art promoted by RM?
Everything began a few years ago during my undergraduate studies in economics, which were accompanied from the start by a strong interest in art and culture, eventually leading me to dedicate my thesis to cultural tourism. I had become convinced that my mission was to create an authentic connection between people and the cultural environment, showing them that culture is neither elitist nor distant. From that moment on, I decided to deepen my knowledge of these topics, continuing my studies and focusing specifically on the branch of economics concerned with culture.
Building on these foundations, I developed a research project analyzing a specific cultural strategy through the figure of RM, leader of BTS. At first, however, the project was considered too experimental and difficult to apply within the cultural sector. For this reason, I chose to make it more concrete by conducting a survey and asking his fans directly about his impact from this perspective. The responses were extremely positive, as many people genuinely feel encouraged to approach art and culture because of him.
After completing my master’s degree, I decided to create a personal space where I could share my research. In addition, working as a cultural mediator for an important museum institution allows me to closely observe people’s reactions when confronted with works of art. Whenever possible, I try to do the same through my page, encouraging my followers to train their gaze and observe art through different eyes: an ongoing exercise that requires attention and sensitivity. Through Namjoon’s figure, I am able not only to express a personal point of view but also to convey to readers what I feel whenever he references an artwork, prompting me to ask who certain artists are and what they wish to communicate through their work.
What is your personal relationship with contemporary art?
I believe that contemporary art, as well as the way it is experienced, greatly benefits from the presence of a mediator. This is why I decided to make my profile public, sharing research on the exhibitions visited by Namjoon while gradually introducing different types of content capable of revealing something more personal. Not only in-depth analyses, therefore, but also reflections that can offer a broader perspective on art, going beyond what is directly related to him and helping people view artworks from new angles.
What do you expect from the future exhibition dedicated to his personal collection?
As a great connoisseur of Korean art, which he undoubtedly is, I believe he has chosen to take a further step. He often speaks about the connection between East and West, a fundamental theme because it demonstrates that his interest is not limited solely to Korean art but extends to a global dimension, making him a true contemporary patron of the arts. I believe this dialogue between East and West can also help us better understand Korean art, which remains relatively little known in the West. Through RM’s words, the idea constantly emerges that we are all under the same sky; for this reason, I think the analysis of the collection will be extremely fascinating. The most important works have certainly not yet been revealed, and from a curatorial standpoint I imagine a profound narrative will be constructed, rich with meanings waiting to be interpreted.
I dreamed of creating a space that transcends East and West, modern and contemporary, by adding works by Western masters whom I love and consider meaningful, timeless, and contemporary.
I believe that works from Korea—especially those created between the 1950s and the 1980s—still have much to offer us today. In particular, their attitude toward life and work is important.
They painted with the spirit of people who wanted to transcend their condition as artists from a colonized and impoverished country. How many artists, like Van Gogh, were recognized only after death, or were never discovered and faded into oblivion?
I wanted to give them visibility and restore dignity to the sanctuary I created. And I believe we should live our lives with this same attitude.
— RM
Recently, SFMOMA shared this introductory message written by RM. What were your first impressions?
It is a wonderful concept: it feels as though he wants to create a direct dialogue between himself and us, eliminating the distance between artist and audience, placing us on the same level and sharing part of his personal story. He has already suggested that his primary intention is to create an intellectual and mental dialogue through a connection that will emerge from this powerful gesture, one that is also deeply spiritual, almost allowing us to enter his inner sanctuary.
RM
RM, leader of BTS, is today one of the most influential figures in the dialogue between music and contemporary art. Born in Ilsan in 1994, Kim Namjoon has gradually built a cultural identity that transcends the boundaries of K-pop, distinguishing himself as a collector, promoter, and advocate of the arts. Through his travels, museum visits, and public sharing, RM has helped bring millions of people closer to the world of art, transforming cultural engagement into an accessible and everyday experience.
His interests focus particularly on Korean and international contemporary art, with special attention to artists such as Yun Hyong-keun, Park Soo-keun, and Roni Horn. RM promotes a vision of art as a space for inner reflection, memory, and emotional connection. His collecting choices favor essential works characterized by chromatic balance and symbolic depth.
Claudia Leone
Claudia Leone is a cultural mediator and communicator from Catania, currently based in Milan. With an academic background that combines business economics and cultural heritage management (specializing in museology), she has studied across Italy and Europe. This broad educational journey led her to specialize in audience development and engagement, focusing on strategies to make art accessible to everyone and to place visitors back at the center of the cultural experience.
She is the mind behind the project @arts.withnamjoon, a space created specifically to counter disinterest in artistic heritage and bring younger generations closer to culture, using RM’s passion for art as both a key interpretative framework and a cultural bridge. She firmly believes that culture must stop inhabiting empty museums and return to speaking directly to people.
Emanuela Borgatta