D’Annunzio, la Capponcina ed una curiosità floreale

Festeggiamo l’uscita della nuova fatica letteraria ad opera di Franco Di Tizio: https://www.ianieriedizioni.com/negozio/saggistica-collana-dannunziana/bibliotecadannunziana/dannunzio-alla-capponcina/, così presentato da Ianieri Edizioni:

Nell’anno 1897 d’Annunzio, all’età di 34 anni, mentre viveva a Francavilla al Mare, non avendo pubblicato alcun libro negli ultimi due anni, era subissato di debiti, aveva un matrimonio fallito alle spalle, una nuova compagna: Maria Gravina con la quale non andava più d’accordo, cinque figli da mantenere; aveva, inoltre, iniziato una relazione con Eleonora Duse. Il 30 agosto, dopo essere stato eletto Deputato al Parlamento nel Collegio di Ortona, si era trasferito a Roma, sebbene la sua elezione fosse sospesa per la condanna di adulterio.

L’11 febbraio 1898, mentre viveva in un minuscolo appartamento romano, ricevette la visita dell’amico Adolfo De Bosis che gli propose, in nome della Duse, di trasferirsi nella sontuosa villa di Settignano, di fronte alla Porziuncola, che il marchese Viviani Della Robbia cedeva in affitto a mille lire l’anno. Il Poeta rispose che gli avrebbe fatto molto piacere ma che, avendo già 70.000 lire di debito, nessuno gli avrebbe fatto credito. A tal punto De Bosis gli comunicò che sarebbe stata la Duse a pagare l’affitto e tutte le spese accessorie. D’Annunzio subito accettò e si recò a ringraziare l’Attrice, con la quale, nella settimana che rimase con lei, strinse il cosiddetto Patto d’alleanza, ossia: mentre lui si sarebbe dedicato a scrivere le tragedie, lei sarebbe andata per il mondo a recitarle con il vantaggio di entrambi; lui avrebbe, infatti, ricevuto i diritti d’autore e lei, con una sua Compagnia, avrebbe rinnovato il suo repertorio e recitato in esclusiva i drammi dannunziani.

Il 22 febbraio d’Annunzio si recò a Firenze e il giorno stesso prese in affitto la villa. Rimarrà in quell’abitazione, che ribattezzerà la Capponcina, per oltre dieci anni; sarà lì che cinque anni dopo, nel 1903, dopo la pubblicazione delle Laudi, raggiungerà la fama e l’agognato successo come romanziere, poeta e drammaturgo.

Questo libro è incentrato sui primi tre anni che d’Annunzio visse nella Capponcina; il periodo, quindi, che l’autore ha definito quello del “decollo letterario”.

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Il marchese Giacinto Viviani Della Robbia non è l’unico esponente della nobile stirpe ad avere contatti con il Vate.

L’Archivio del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux, conservato presso Palazzo Strozzi a Firenze https://www.vieusseux.it/biblioteca/biblioteche-d-autore/maria-bianca-larderel-viviani-della-robbia/, preserva – infatti – un meraviglioso fondo dedicato a Maria Bianca Viviani Della Robbia (Marsiglia, 1884 – Firenze, 1971), nota come scrittrice di volumi per ragazzi con il nom de plume: Maria Bianca e per la sua lunga collaborazione con la rivista letteraria fiorentina: Il Marzocco, attiva dal 1896 al 1932.

La stanza fiorentina a lei intitolata è uno scrigno di opere letterarie classiche interamente rivestite con motivi floreali. La passione per i fiori è evidente anche nei volumi da lei pubblicati, pensiamo soprattutto a Fiori Estivi (1922), raccolta di racconti illustrata dalle superbe tavole art nouveau della futura costumista Maria De Matteis (Firenze, 1898 – Roma, 1988).

Un estro, quello di Maria Bianca, che non può lasciare indifferente d’Annunzio, il quale le dona una copia del Notturno (1921) con dedica: A Maria Bianca Viviani della Robbia – che certo sa come la luce venga dal profondo – Gabriele d’Annunzio.

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Per ulteriori curiosità sul “d’Annunzio fiorentino” si veda altresì: https://www.ianieriedizioni.com/negozio/saggistica-collana-dannunziana/carteggidannunziani/dannunzio-passeggiate-darte-e-volutta/

Emanuela Borgatta Dunnett